GBianchi S.p.A. una case history milionaria
Fare Web Marketing attraverso i motori di ricerca quando si conoscono “benino” le regole e le opportunità offerte dai motori, e “molto bene” l’organizzazione dell’azienda oggetto delle attività di promozione può rivelarsi un vero affare.
Oggi vi racconto la storia della Giuseppe Bianchi S.p.A, l’azienda dove lavoro come edp manager da tantissimi anni e grazie alla quale “tanti anni fa” mi sono appassionato alla SEO.
La GBianchi è stata la prima azienda a presentarsi sotto forma di Cash & Carry in Italia, e un patrimonio storico da far invidia alle più prolifiche realtà aziendali contemporanee. E pensare che tutto è nato nel 1908 da una modesta drogheria nel centro di Varese. Giuseppe Bianchi che ne è stato il suo fondatore è colui che creò alcuni marchi storici dell’industria alimentare italiana come per esempio la Montana, ceduta dalla famiglia Bianchi al gruppo Cremonini all’inizio degli anni novanta.
L’attività on line di GBianchi invece iniziò da una mia iniziativa personale nel 2002, a distanza di sei anni il nostro sito web, sebbene sarebbe più giusto scrivere i “nostri minisiti”, è in continua evoluzione ed è diventato una preziosa fonte di raccolta di contatti, che riceviamo ogni giorno da nuovi clienti sparsi in tutta Europa e in parte nel resto del mondo.
Fino a un paio d’anni fa la nostra attività di Web Marketing verteva esclusivamente sul posizionamento organico in lingua italiana. In seguito alla luce dell’esperienza maturata, ho ritenuto più opportuno adottare un sistema di posizionamento misto. Ho continuato a curare il posizionamento organico per le frasi strategiche che ritengo più performanti per il nostro business sui motori di ricerca in lingua italiana:
- alimentari;
- ingrosso alimentari;
- prodotti alimentari:
- grossista alimentari;
- cash & carry.
Per il resto d’Europa e del mondo ho adottato il sistema Pay Per Click, mostrando annunci testuali su Google, banner e video sui portali verticali selezionati tra i suoi partner, e indirizzando i navigatori su delle landing page estremamente curate. Queste ultime sono un fattore che oserei definire determinante per la nostra attività on line; tutte le nostre landing sono verticali; a volte ci sono campagne composte da una sola frase strategica e da una specifica landing page studiata in funzione di essa.
Le attuali attività di Web marketing della GBianchi sono frutto di uno studio di fattibilità realizzato per conoscere i mercati di riferimento, dove ho attivato le campagne Adwords infatti è dove sono certo che l’azienda può competere on line.
Lo studio è stato realizzato in partnership con una importante web agency milanese ( all’epoca non ero ancora consulente TriplaW ) e successivamente adattato da me in base delle esigenze della nostra azienda; questo elemento a mio avviso è stato determinante, sono convinto e l’ho anche scritto in questo blog, che in un progetto di Web marketing come il nostro è indispensabile avere all’interno dell’organizzazione aziendale una persona che ne conosce tutte le dinamiche e problematiche gestionali. Lo studio di fattibilità è stato un elemento fondamentale perchè ha consentito all’azienda di basare tutte le attività su dati oggettivi.
Attraverso lo studio ho avuto la conferma che in Europa, e nel resto del mondo, ci sono moltissimi italiani che hanno intrapreso delle attività nel campo della ristorazione oppure del commercio all’ingrosso e distribuzione di prodotti agroalimentari italiani, una nicchia che ci ha consentito di avere macroscopiche opportunità di sviluppo.
Posizionamento organico, Pay per Click, banner, video, landing page sono tutte attività ed elementi estremamente importanti ma i cui effetti sarebbero stati vanificati senza un customer care all’altezza della situazione.
Ho trascorso tantissimo tempo insieme alle ragazze del commerciale per convincerle dell’importanza che avrebbe avuto nel progetto la loro tempestività e la cortesia nel rispondere ai contatti mail ricevuti; insieme con i vertici aziendali per dimostrare a CEO e AD quanto sarebbe stato importante avere un ufficio export composto da collaboratori in grado di comunicare e scrivere non solo in italiano; con la logistica per costruire una rete di trasportatori certificati e affidabili.
Veniamo ai numeri, che ovviamente per ragioni di riservatezza non posso precisare, parliamo comunque di milioni di euro; il comparto rappresenta oggi il 37% del fatturato dell’azienda.
Abbiamo circa 10.000 professionisti del food registrati al nostro catalogo B2B, dove ci sono circa 27.000 referenze, in prevalenza alimentari, specialità gastronomiche, vini e liquori.
Ci facciamo conoscere attraverso Google: organico in Italia, PPC nel resto del mondo e il passaparola… sto valutando solo ora se, e credo che lo farò, se entrare nei social network.
Periodicamente la nostra export manager, mettendoci la sua faccia, attraverso una videonewsletter comunica tutte le news sia in termini di servizio che di offerte e di novità nell’assortimento.
I landing site che accolgono i visitatori che ci hanno trovati attraverso una delle nostre campagne, sono interfacciati con il backoffice del nostro catalogo on line, in questo modo cerchiamo di convertire le richieste d’informazioni in ordini inviando nel giro di pochi minuti ai nuovi potenziali clienti un’offerta con i prodotti più appetibili per la categoria di loro interesse in quel momento…
Questa la nostra video presentazione in lingua italiana. [ video ]


20 Marzo 2009, ore 4:52
Sara’ come dici, ma visto che guadagna cosi’ bene perchè non spende qualche euro per un restlying grafico? Troppo spesso, grosse aziende, siti popolari e marchi prestigiosi si presentano sul web con stili grafici che fanno ridere. L’occhio vuole la sua parte… è semplicemente vero. Visite? Fonti di guadagno? Buoni contenuti? E la grafica…? non è da tralasciare….(Senza offesa ma vale anche per questo blog).
20 Marzo 2009, ore 22:08
@Mario
Non ho motivo di offendermi.
Prima di tutto perchè è la tua opinione e come tale va rispettata, tuttavia resta la tua opinione e come tale è solo un punto di vista…
Per il target di clienti di GBianchi la grafica del sito non è affatto da buttare alle ortiche, se devo muovere un’autocritica la farei per la scarsa frequenza d’aggiornamento dei contenuti piuttosto che per la grafica.
I nostri clienti, fonti google analytics, dal sito istituzionale ci passano sempre meno, il percorso è: campagna, landing e/o squuezepage catalogo.
Quanto al buon “vecchio” Progetto SEO, hai ragione, il template è di recente “manifattura” ma non convince neanche me.
20 Maggio 2009, ore 15:59
Più seo e meno grafica!
22 Maggio 2009, ore 12:50
Io penso un’altra cosa invece, nonostante la grafica del sito sia, come dire … demodè?,
io mi toglierei tanto di cappello di fronte quel sito che è riuscito,
non solo lui come ci ha ben spiegato il suo sviluppatore,
a far si che venisse scritta questa case history milionaria!
Penso che non le scriviamo tutti i giorni … !
I miei complimenti.
… penso comunque che una rinfrescata prima o poi la darai anche alla grafica, no?
22 Agosto 2009, ore 19:29
impressionante
14 Ottobre 2009, ore 23:38
ok, grazie per il contributo, Simona, ma magari infilaci un filino di Italiano tra una parola e l’altra.