La Web Analytics per il Campeggio di Provincia
Archiviato in: Web Analytics il 15 Marzo 2008 da Francesco GoriIl senso comune ci suggerisce di guardare la web analytics come una disciplina complessa, costosa e riservata solo ai grandi investitori del web.
Per chi ha intenzione di fare business online, non c’è pensiero più errato: non ci si può limitare alle sole azioni di promozione, marketing e visibilità poiché se di queste non si misurano i risultati, i pochi/tanti soldi spesi non si possono certo definire come strategicamente utilizzati.
A testimonianza delle mie affermazioni, ecco un caso reale su cui stiamo lavorando e su cui sono in corso alcuni esperimenti.
Il sito del campeggio
Scenario: il Campeggio Acapulco, piccolo campeggio della Maremma (zona in provincia di Grosseto), si è rivolto a noi per rinnovare il loro vecchio sito datato 1998 e studiare delle strategie di web marketing.
Per fare questo, abbiamo proposto al cliente di impiegare parte del budget a disposizione per fare una piccola analisi del traffico sul sito, utilizzando Google Analytics.
Contro ogni aspettativa, la situazione riscontrata è questa:

Ma non solo, ecco altri dati molto interessanti del vecchio sito riferito al periodo 12/02 - 13/03.

La situazione è a dir poco interessante: il sito non è mai stato promosso seriamente, utilizza i frame, ha poche pagine e graficamente non è dei migliori. Inoltre ha una pagina di ingresso che “splitta” il traffico tra italiano e inglese con le “famose” bandierine.Nonostante questi punti di debolezza, il traffico diretto è stabile (con 82% delle visite nuove e 17% di ritorno, circa) e il cliente afferma di ricevere costantemente richieste di contatto via web, all’indirizzo email indicato nel sito.
Le ipotesi
Quanto riportato fin’ora è davvero singolare e fin da subito ci siamo posti l’obiettivo di giustificare tutto quel traffico diretto sul sito. Le ipotesi iniziali sono state:
- il sito riceve in qualche modo visibilità naturale offline continua e gli utenti accedono davvero per digitazione diretta;
- la struttura a frame produce delle sovra-stime a causa di ridondanze del codice di tracciamento tra le pagine incluse nella struttura a frame;
- lo script che gestisce i banner su Interfree (host gratuito del vecchio sito!), fa refresh delle pagine, producendo maggiori pageview di quelle effettive.
Due ipotesi sono state subito smentite:
- il cliente ci ha assicurato che non è mai stata fatta pubblicità offline: punta molto su clienti fidelizzati e la posizione strategica del campeggio ha sempre garantito un afflusso ottimo di persone;
- il codice di Google Analytics è stato installato nelle singole pagine (esclusa colonna-menu e header): ciò significa che i contenuti disponibili sono stati correttamente tracciati;
I dubbi ricadono tutti sullo script di gestione dei banner, che Interfree mette su ogni sito ospitato. In ogni caso, bisogna tenere in considerazione che il sito produce conversioni e quindi, la presenza di un minimo di traffico di qualità è fuori dubbio: gli utenti contattano per chiedere informazioni!
Il Test
Per risolvere quest’incognita è stato messo a punto un test.
- E’ stata create una nuova pagina d’ingresso sul vecchio sito, con un link che punta al nuovo dominio.
- Sul nuovo dominio è stata creata una pagina ancora graficamente “sgradevole” al fine di mantenere invariati gli stimoli di navigazione, rispetto alla vecchia versione (l’obiettivo è studiare gli utenti che arrivano direttamente sul sito!)
- Per non pregiudicare le conversioni (il campeggio deve pur ricevere prenotazioni!) è stata creata una sorta di landing page tenendo il “vecchio” layout, linkata dalla home del nuovo dominio. Su questa è stata inserita la tabella dei prezzi e la call-to-action (invio email).
Questo procedimento ci permetterà di misurare la qualità del traffico e confermare/smascherare i numeri riscontrati.
Come?
Tutti questi presunti utenti in target che sembrano arrivare sul sito se INTERESSATI cliccheranno sul link per andare sulle nuove pagine, dimostrando la loro presenza concreta (e quindi escludendo lo sfalsamento dell’ad script).
Gli utenti MOLTO INTERESSATI invece, saranno sicuramente propensi a cliccare sul link per i contatti/prezzi. Se questo passaggio inizialmente può sembrare inutile, in realtà si rivela strategico.
In primo luogo, questa seconda pagina ci permette di confermare la qualità del traffico: se sul vecchio sito le pagine viste medie sono alte, è lecito supporre che in condizioni simili l’utente propenso alla conversione cliccherà per trovare ulteriori informazioni.
In secondo luogo, ci è possibile studiare la qualità della conversione al fine di sondare il mercato: un sito così obsoleto, scarso di contenuti, riceve così tanto traffico targetizzato che converte? Le potenzialità del mercato di riferimento potrebbero essere di gran lunga superiori alle aspettative.
Conclusioni
Il potenziale di questo progetto è davvero enorme. Una volta studiato il traffico diretto avremo in mano molte informazioni sul target e nuovi modelli di business potrebbero nascere, senza faticose sessioni di brainstorming che fanno spendere tempo ai nostri cerverlli e soldi ai nostri clienti.
E’ proprio questo il punto chiave: risparmio!
Una soluzione di web analytics “word-class” in Italia ha un costo medio di 1.000/2.000 euro all’anno, che sommati ad una consulenza (operativa e strategica) minima per un progetto del genere fanno 5.000/6.000 euro, sempre annui (valori estremamente indicativi!).
Su questi valori si aggira anche il costo di una strategia di posizionamento sui motori di ricerca di medio/alto livello, per un progetto di queste dimensioni.
Ma come facciamo a sapere con certezza che il tal posizionamento organico o la tal campagna pay per click siano la soluzione ottimale, la scelta giusta, la strategia migliore per i nostri clienti?
Provate prima a chiedere al vostro web analista.
[…] Questa volta non si tratta del piccolo sito del campeggio di provincia, ma di un portale turistico ben avviato, ben posizionato, con il suo traffico sotto controllo ma tanti punti interrogativi che solo con l’analisi possono essere chiariti. […]
Ciao Francesco,
a noi è successo un caso simile con un Hotel di Venezia.
Il cliente assicurava di non aver fatto nessuna forma di promozione off-line, ma poi abbiamo scoperto che, a sua insaputa, era stato inserito tra gli hotel consigliati di una guida turistica cartacea molto usata negli USA.
A parte questo, volevo sottolineare che siete stati molto bravi a risucire ad impostare un ragionamento basato sull’analisi preliminare del traffico.
A prescindere dal cliente, infatti, quasi tutti quelli che si affidano ad agenzie come noi pretenderebbero che avessimo la bacchetta magica, per riuscire ad identificare al primo colpo la migliore di web marketing… alla cieca!
Anzi, di solito una delle fasi classiche che mi sento dire è. “Ok, dai. Allora voi analizzate tutto con calma, poi ci si rivede, mi presentate il progetto, e vediamo se proseguire”.
Ciao e complimenti!
Ho letto tutto con attenzione
Credo che si sia ben centrato un punto: al di là del fatto che la strategia sia giusta o sbagliata, la cosa importante è che il cliente abbia deciso di percorrere la strada dello studio.
Il progetto di web analysis che avete avviato porterà sicuramente dei dati importanti. Forse saranno quelli che vi aspettavate, forse no, poco importa.
L’anno successivo, però, avrete la vera esplosione. Alcuni costi strutturali non saranno più necessari. La vostra conoscenza del sito/business/utente sarà aumentata. Questa maggiore conoscenza vi farà navigare molto meglio sui dati, avendone ulteriori benefici.
Ottimo