Frequenza di rimbalzo

Archiviato in: Web Analytics il 31 Gennaio 2008 da Fabio Dell'Orto

Prima di cominciare ad utilizzare Google Analytics quando dovevo identificare il numero di visitatori che abbandonano un sito dopo aver visitato solo una pagina, utilizzavo il termine bounce, adesso per abitudine uso la definizione utilizzata nel prodotto di web analytics del motorone: frequenza di rimbalzo.

Frequenza di rimbalzo

Analizzando i dati del tuo sito, tutte le pagine che non hanno ricevute visite hanno una frequenza di rimbalzo uguale a 0%, mentre quelle abbandonate subito del 100%, se non sei un esperto, diciamo che un equo bilanciamento di questi due valori dovrebbe aiutarti a capire se il tuo sito suscita un certo interesse.

La frequenza di rimbalzo deve essere utilizzata per fare delle valutazioni, se una pagina non viene letta è molto probabile che i suoi contenuti sono di scarso valore per il navigatore, oppure perchè la grafica e/o i colori utilizzati non piacciono; questo valore però può cambiare a seconda del tipo di sito, la frequenza di rimbalzo di un blog sarà quasi sempre meno importante rispetto a quella di un sito tradizionale, infatti i lettori dei blog essendo per la maggior parte utenti fidelizzati solitamente leggono esclusivamente l’ultimo post pubblicato.

Come tutte le più importanti informazioni che si possono misurare, anche la frequenza di rimbalzo molto probabilmente viene utilizzata dai motori di ricerca per valutare un sito, Google grazie alla grandissima diffusione di Analytics è probabilmente quello che tiene più in considerazione questo fattore; come dargli torto è palese che quando un navigatore abbandona subito un sito, statisticamente è perchè oggettivamente poco interessante.

A questo punto ti starai chiedendo, d’accordo Fabio hai ragione però non sempre abbandono il sito solo perchè non è interessante, a volte seppur ho trovato quello che cercavo esco comunque subito perchè per esempio ho fretta; io ti rispondo però lo metti nei preferiti ! E il vecchio motorone californiano lo sa tenendo in considerazione anche questa tua azione, non è certo una novità il valore aggiunto attribuito ai siti inseriti nei preferiti oppure nei siti di social bookmarking.

Sopra ho scritto che la frequenza di rimbalzo di un blog sarà sempre più alta di quella di un sito, questo effetto si ripete per svariate ragione anche con altri siti; i comparatori di prezzi sempre più conosciuti e presenti nei risultati dei motori di ricerca ( però Google lo sa ), schede prodotto di e-commerce sempre più utilizzate dai navigatori per leggere le caratteristiche di un prodotto e per acquistarlo offline successivamente ( però Google lo sa ), landing page esaustive dove c’è tutto quanto il navigatore cercava e quindi non c’è motivo per proseguire la navigazione ( però Google lo sa ).

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7 Commenti


  1. Commento di Web-marketing by web-ma

    Non sono proprio d’accordo su quello che dici. Il motorone californiano non sà se premi Ctrl+D per aggiungere un sito al preferito.
    Al massimo potrà tenere traccia che sei un utente che ritorna, ma cmq la frequenza di rimbalzo te la applica lo stesso perchè hai abbandonato il sito entro un certo tot di tempo.


  2. Commento di Fabio Dell'Orto

    Ciao Andrea è un piacere ospitare un tuo commento.

    Ha i ragione avrei dovuto essere più preciso, mi rafaccio qui…

    Lo capisce attraverso la google toolbar che in effetti seppur molto diffusa ancora non hanno tutti gli utenti.


  3. Commento di 01/02/2008 - Piccole importanti notizie dalla rete

    […] Progetto-Seo By Triplaw - Sviluppo di business blog,strategie di posizionamento nei motori di ricerca, progetti seo/sem. Home Progetto SeoAggiungi Ai Preferiti « Frequenza di rimbalzo […]


  4. Commento di Alex dbatrade

    ehm…

    non dimentichiamo che con la Google Toolbar, è possibile tracciare anche i preferiti del browser, cronologia e frequenza di visita, ricerche ecc. iGoole, anche i Feed Rss.

    Ogni servizio che ha un accesso protetto (account) con il famoso motore di ricerca, è un potenziale raccoglitore d’informazioni che viene sfruttato per capire l’utilizzo del web e la frequenza di ricerche ecc..

    La frequenza di rimbalzo, ho sempre sostenuto e continuo a farlo, è necessario avere più sistemi di statistiche e confrontarne i risultati e non affidarsi al solo analytics…

    Alex


  5. Commento di Andrea Serravezza

    Ciao Fabio,

    leggo con piacere il tuo interesse per questa metrica. Mi permetto di segnalarti un mio articolo di qualche mese fa, in cui affronto il tema BounceRate a 360°

    Qui trovi il post: http://www.semperseo.it/seo/maledetto-bounce-rate.html


  6. Commento di fradefra

    Va anche considerato che sapere se uno ha veramente lasciato la pagina, con la tecnologia di Internet, è impossibile.

    Per esempio, se si aprono più schede e si legge l’ultima, e si torna verso la prima, può passare parecchio tempo prima di riprenderla in mano. A questo punto può essere cambiata la sessione e si considera una visita diversa, quando in realtà è ancora la stessa.

    Altri inghippi di questo genere, fanno dire che il bounce significa ben poco se non si interpreta nel modo corretto. Ad esempio… uno arriva cercando il nome di un ristorante, lo trova, prende il numero di telefono, chiude il browser, chiama il ristorante e prenota. Come si fa a dire che il sito non lo interessasse? Mi pare fantascienza pura!!

    Potrei andare avanti per due ore a fare esempi così…

    Altra cosetta. C’è molta differenza tra un rimbalzo dopo due secondi ed uno dopo 30. Ancor di più, zero secondi e pochi decimi. Non possono essere trattati allo stesso modo, perché potrebbero implicare problemi di visualizzazione intesi come errori software. Ancora una volta, il bounce dice ben poco.


  7. Commento di Analisi delle parole chiave

    […] Nell’articolo di Gori puoi notare quanta importanza egli da alla pertinenza con i contenuti del sito, la ragione più ovvia di ciò è perchè un utente, se essa venisse a mancare, abbandonerebbe il sito subito e comunque, facendo schizzare alle stelle la frequenza di rimbalzo un fattore che ha una sempre più crescente importanza lato SEO, senza dimenticarti del senso di scontentezza del navigatore. […]

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