La “Nutella” dei motori di ricerca

Archiviato in: Motori Di Ricerca il 25 Luglio 2008 da Fabio Dell'Orto

La nutella dei motori di ricerca 

Di ritorno dalle vacanze ho trovato alcune cose urgenti da sbrigare e una penalizzazione subita da un nostro blog da studiare e a cui rimediare, pertanto la frequenza di aggiornamento di progetto SEO si è ridotta al minimo necessario per mantenere una ragionevole frequenza di spiderizzazione.

Nonostante tutto ho trovato il tempo per scrivere un messaggio privato al grande AGOAGO, attraverso il sistema di messaggistica del forum SEO seonida.

Per rispondere ad una mia domanda egli mi ha scritto alcune considerazioni personali riguardanti un fattore SEO, su cui mi trovo perfettamente d’accordo.

Due siti, stesso argomento. Il primo ha 100 pagine indicizzate e riceve dai motori 100 visite. Il secondo ha 1000 pagine indicizzate e riceve dai motori 100 visite. Se tu fossi un motore, se tu fossi “super partes”, a chi aggiudicheresti il premio di miglior sito? Al primo, in quanto ha il miglior rapporto pagine indicizzate / visite.

Aggiungendo poi:

Ok, ipotizzato che questa sia la scelta migliore (o che vada per la maggiore), cosa fare allora se ci troviamo a gestire il secondo sito?? Abbiamo in ogni modo provato ad aumentare gli accessi (rispetto alle nostre 1000 pagine), ma con scarsi risultati. Per migliorare allora non avremo che una possibilita’… ridurre al massimo le pagine del nostro sito pur mentenendo il numero degli accessi dai motori invariati. Le accorperemo. Perche’ questo? Perche’ il motore ci premiera’ con piu’ accessi per pagina (rapporto) in quanto gli faremo risparmiare risorse. Non riuscendo ad aumentare le visite ridurremo le pagine a parita’ di contenuti, accorpandoli. In questa maniera alla lunga guadagneremo “rispetto” per ogni nostra pagina. Pertanto, 32k pagine indicizzate da G, se non son seguite da (per dire) 1.600 unici al giorno, sono penalizzanti e non premianti. Da qui l’obbiettivo di ridurre il numero di pagine indicizzate in base agli unici ricevuti giornalmente, e mai viceversa, cosi’ da avvantaggiarsi alla lunga.

Morale: I Minisiti che hanno un ragionevole numero di pagine di estrema qualità indicizzate e per via di esse un buon flusso di visitatori sono come la “Nutella” per gli spider dei motori di ricerca, tu cosa ne pensi ?

… A presto, spero con la case history completa riguardante la penalizzazione che sto seguendo ( sigh ).

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15 Commenti


  1. Commento di Marco

    Davvero molto interessante come punto di vista.
    Fa pensare… :)


  2. Commento di Francesco Gori

    Il traffico signori… ormai conta sempre di più!

    Che dobbiamo aspettare un annuncio di Matt Cutts per esserne convinti? :P


  3. Commento di Andrea Serravezza

    Concordo in pieno con Francesco. Quanto alla teoria delle pagine…bhè sinceramente credo che ci siano decine e decine di fattori e parametri che hanno molto più peso ai fini del posizionamento che non il rapporto n. di pagine/visite. Ad ogni modo potrebbe esserne uno nuovo a cui non avevo pensato, grazie!


  4. Commento di Simone

    Se quanto dice AgoAgo è vero, posso pensare che quanto ho supposto il 23 aprile (google e l’analisi dei click) è completamente vero: attraverso il numero di click Google migliora il posizionamento in SERP.
    Poche pagine indicizzate, maggiori click sui loro “snippet”, maggiore importanza e miglioramento del ranking.

    Che dite?


  5. Commento di SEO in Abruzzo

    E se invece non fosse una sola questione di traffico, ma di bassa qualità dei contenuti?
    Qualità, ovviamente, del title e della description, visto che stiamo ipotizzando traffico dal motore. Quindi quegli incipit che l’utente legge per primo. Ovvio che poi al posizionamento contribuiscono la vera qualità di ciò che la pagina offre

    Cmq, in linea generale, pagine troppo dispersive possono essere dannose, quindi può essere interessane l’aggregamento, ma senza strafare. Ci sono in giro dei paginoni assurdi con questi esempi, che seppur efficaci, mi vedono contrario. L’utente medio dopo i primi 10 paragrafi già sbadiglia.


  6. Commento di Marco

    Credo che il ragionamento di Agoago regga, anche per una questione di economia. Il buon Fradefra, quando parla di Google, non si dimentica mai di tralasciare “Inc.”; è chiaro che Google ha delle spese e se ci sono dei margini che prevedono un risparmio di risorse, mantenendo elevata la qualità dei risultati, la strada viene imboccata.
    E’ comprensibile e corretto, dal mio punto di vista.

    @ Francesco, Andrea

    Concordo sul traffico. Ma tenderei a non attribuirgli troppa importanza, quanto meno dal punto di vista quantitativo e non qualitativo. Questo perchè, altrimenti, la vedo dura per i siti nuovi riuscire a ritagliarsi un po’ di spazio e questa è una barriera che Google non può permettersi di alzare, altrimenti, alla fine, sarebbero sempre i soliti 5/6 siti per SERP.

    @ Simone

    Non mi ritrovo molto d’accordo.
    In primis non riesco a capire l’associazione “poche pagine” -> “più click”.
    E’ vero che da un punto di vista algebrico si tratta di un rapporto, ma il numero di pagine indicizzate è ancora un fattore che pesa quindi se queste diminuiscono sotto un certo livello avrò anche meno possibilità di essere raggiunto, quindi avrò anche meno click.
    E poi la coda lunga dove la mettiamo?
    Infine, per tagliare la testa al toro, se Google adottasse questo tipo di sistema, correrebbe il rischio di offrire, potenzialmente, SERP non buone, di qualità inferiore. Insomma, ci sono agenzie in India che lavorano “a click”, dobbiamo finire tutti così? Installiamo tutti uno script e via? No, dai.

    @ SEO in Abruzzo

    Sono d’accordo. Non parlerei di qualità dei contenuti, che è poi appunto la pagina a farsene carico. Parlerei di monitoraggio del feedback, conscio o meno, dell’utente una volta che accede alla pagina passando dai risultati. Una sorta di quality score per gli organici.

    Poi Agoago parla sempre di un confronto tra due o più siti.
    Quindi vedo bene questo tipo di variabile in fase di ranking più che in fase di assegnazione del trust.
    E, ad oggi, lavorando sui contenuti, sarei più propenso per la seconda, che poi la prima viene da se.


  7. Commento di fradefra

    Senza contare che questa cosa il Fradefra la dice da un pezzo, anche se ovviamente non può dimostrarla…

    onde per cui, sono d’accordo in pieno con AgoAgo

    E non venitemi a dire che mi sono inventato il fatto di averlo detto, che ho almeno una decina di testimoni :p

    Ago, se ci siamo arrivati in due ognuno per conto proprio, direi che qualche speranza che sia vera c’è!
    Ciaooo


  8. Commento di Agoago

    Ciao!
    Tenuto preventivamente conto che molto dipende dal tema del sito e dalla lingua utilizzata, se dovessi puntare su un presunto-potenziale rapporto di riferimento da parte di G, scommetterei su 1/10 (10%).
    Per capirci se un sito ha 32k pagine il wm si dovrebbe aspettare da parte di G circa 3200 refer giornalieri.

    Se si da per buono questo iniziale valore, il wm che riceve da G 50 visite con un sito da 1000 pagine cerchera’ di dimezzare il numero delle pagine del sito accorpandole, viceversa il wm che riceve 200 visite da G con 1000 pagine si sentira’ “libero” di aumentare contenuti e pagine del suo sito, in quanto “in credito”.

    Quale e’ la logica alla base di questa teoria?

    La logica e’ quella di suggerire da parte di G ai wm come comportarsi:

    Tu wm che hai un sito con la sola home e ricevi 10 accessi al giorno da me… amplia il tuo sito perche’ per me (G) il tuo e’ un sito interessante, e vale la pena (per me G e per te Wm) che venga sviluppato.

    Viceversa tu wm che hai un sito di 100 pagine e ricevi da me G 1 visita al giorno… smettila di rompermi le balle con dei contenuti inutili e mal lincati… piuttosto accorpa il tutto… fammi sprecare meno risorse, accorpa anche i tuoi link esterni su quei pochi contenuti validi che presenti e vediamo al prossimo passaggio come andra’…

    ——–

    Quale esigenza ha richiesto-prodotto questa teoria?

    L’esigenza da parte di un intelligenza artificiale di avere-contare su di un parametro di riferimento che le permettesse “nel tempo” di capire come e quando aggiornare-sviluppare-comprimere un sito da lei prodotto.

    Per quanto mi riguarda, uMoR mi ha spiegato tempo fa la correlazione tra il numero di aggiornamenti effettuati dal wm nel tempo su di un sito ed il numero-variazione (conseguente) di accessi ricevuti da G in base a come e quando sono stati effettuati quegli aggiornamenti da parte del wm (amplia i contenuti di 100 pagine in un giorno, di un sito casereccio, e sara’ spam… per esempio).
    Il tutto deve avvenire con naturalezza.

    Da li’ il passo successivo e’ stato breve.

    ————–

    Concludo ricordando che quanto sopra non significa che un sito piccolo sia preferibile ad un sito grosso.
    Assolutamente no!

    Sara’ semplicemente G a suggerirvi se il vostro sito sia da ampliare o ridimensionare.
    Potreste avere un sito da 100k pagine e poter-dover puntare (in base ai refer di G) a triplicare quelle vostre pagine…

    ————

    Ah, Simone, il numero dei click ricevuti da un sito non conta nulla in questa teoria.
    I refer che contano non sono quelli che ricevi realmente da G, ma quelli che lui G ha ipotizzato che tu riceverai… ma non vorrei complicare il tutto… (per sempio non conta se ti cliccano ma piuttosto se dopo di te cliccano qualcun altro in serp… e quanto dista dalla tua posizione… ma non complichiamo).

    Ricordo anche che le pagine non si accorpano cosi’ per caso… cencellate quelle che ricevono pochi e nulli accessi ed incollatene il contenuto in quelle che a simil tema vanno per la maggiora.

    ————

    Ha senso stravolgere un proprio sito per adeguarlo (in linea di massima) valutando quando sopra?

    Se il vostro-vostri siti non vi soddisfano la risposta e’ si.

    Se vi soddisfano invece pensateci bene… ma poi nel dubbio fatelo lo stesso (mi mangio la tastiera se avrete a pentirvene).

    ———–

    Fabio, non conta che un’idea sia originale o meno, che sia condivisa da molti o da pochi, ma conta solo che ogni seo si soffermi (di volta in volta) nel valutarla.

    Nel momento in cui lo fa la sua professionalita’ cresce e di conseguenza il suo reddito (alla lunga, ovvio).

    Per esempio molti wm credono che scrivere una parola maiscola o minuscola o con la lettera iniziale maiuscola o minuscola sia indifferente.

    I wm lo credono solo perche’ nelle query (per quella parola, comunque la si scriva) i risultati in serp non cambiano.

    Compratevi il corpus di Google del 2006:

    http://www.ldc.upenn.edu/Catalog/CatalogEntry.jsp?catalogId=LDC2006T13

    e poi ragionateci sopra…

    Ma allora conta… non conta?
    Cosa importa… nulla… conta sapere che c’e’ un corpus pubblico da capire e sfruttare, conta porsi il problema, conta non dare mai nulla per scontato-facile.

    La scelta e’ tra l’essere un seo che si occupa di meta ed un metaseo.

    Al metaseo di dimostrare qualcosa importa meno di nulla.


  9. Commento di Marco

    @ Agoago

    […](per sempio non conta se ti cliccano ma piuttosto se dopo di te cliccano qualcun altro in serp… e quanto dista dalla tua posizione… ma non complichiamo).[…]

    No, no, complichiamo pure. :P

    Grazie dello splendido contributo.


  10. Commento di Fabio Dell'Orto

    @ Agoago

    Non puoi tirarti indietro… concordo con Marco; adesso devi per forza complicarci la vita.


  11. Commento di Simone

    Altro concordo, visto che sono la causa dell’intervento! :)


  12. Commento di Agoago

    Semplifichiamo al massimo il concetto con un esempio dai valori inventati.

    Immaniamo pertanto una key che restituisca una serp di solo 10 risultati.

    Ora ipotizziamo che un motore (per esperienza, per sua casistica) si aspetti per quella key (per 100 query) un tot numero di click per le url che ne compongono la serp.

    Click fatti dagli utenti… numero di click che variera’ a seconda della posizione che ogni url avra’ in quella serp.

    Ipotesi per 100 query:

    1 posizione: 50 click attesi
    2 posizione: 45 click attesi
    3 posizione: 40 click attesi
    4 posizione: 35 click attesi
    5 posizione: 30 click attesi
    6 posizione: 25 click attesi
    7 posizione: 20 click attesi
    8 posizione: 15 click attesi
    9 posizione: 10 click attesi
    10 posizione: 5 click attesi

    Click medi per utente: 2.75 per quella query

    ———-

    Ora ipotizziamo che dopo 100 query un motore registri i seguenti valori:

    1 posizione: 50 click ricevuti
    2 posizione: 40 click ricevuti
    3 posizione: 30 click ricevuti
    4 posizione: 50 click ricevuti
    5 posizione: 30 click ricevuti
    6 posizione: 25 click ricevuti
    7 posizione: 20 click ricevuti
    8 posizione: 15 click ricevuti
    9 posizione: 10 click ricevuti
    10 posizione: 5 click ricevuti

    Il motore prendera’ inizialmente nota che l’url 1-6-7-8-9-10 sono in media, che la 2 e la 3 e’ sottomedia e di conseguenza che la 4 e’ sopra media.

    ——–

    Da qui inizia il “lavoro” di analisi del motore… che si chiede: perche’ ?

    Qui inizia (da parte dei motori, da perte nostra) un ragionamento (logico, matematico) che per quanto si possa semplificare risultera’ comunque complesso.

    Istintivamente chiunque affermerebbe:

    L’url in posizione 4 sara’ da premiare perche’ la sua descrizione in serp attira piu’ click del valore atteso, viceversa la 2 e la 3 saranno da penalizzare in quanto viceversa.

    In linea di principio e’ cosi’, ma nel mondo degli algoritmi questo “principio” assume un peso-valore cosi’ basso da poter essere quasi ignorato.

    Vediano con alcuni esempi pratici perche’.

    1) L’utente A fa la solita query di sempre, la fa una volta al mese per vedere se c’e’ qualcosa di nuovo per quell’argomento.
    Vede 9 risultati che gia’ conosce ed uno nuovo in posizione 4.
    Clicca il 4 in quanto nuovo.

    Pertanto ecco che l’effetto novita’ annulla l’effetto descrizione.

    2) L’utente B fa una query gia’ eseguita in passato, la fa una volta ogni 6 mesi, perche’ la volta prima non aveva approfondito l’argomento.
    Vede la serp e si ricorda che la volta scorsa aveva guardato solo l’url in prima posizione.
    Pertanto clicca la numero 2, poi la 3… poi la 4.

    Pertanto ecco che l’effetto “ritorno” puo’ annullare l’effetto descrizione, in quanto la prima posizione e’ stata saltata benche’ avesse una buona descrizione.

    Da questi primi esempi iniziamo a capire che c’e’ qualcosa in piu’ del contare il numero dei click e del “potere” della descrizione… contano anche le nuove entrate e cosa si e’ gia’ visto in passato.

    -

    Continuamo.

    3) L’utente C fa una query mai eseguita in passato.
    Clicca in ordine la 10 - 4 - 9

    Se l’utente C clicca l’url 10 vuol dire che l’attrae piu’ delle altre, ma se poi clicca la 4 vuol dire che anche la 4 l’attira (a prima vista), ma vuol dire anche che l’url 10 non l’ha soddisfatto, viceversa non avrebbe cliccato altre Url (la 4 e la 9).
    In questo caso specifico l’url 9 acquista punti all’occhio del motore, perche’ dopo 2 tentativi l’utente C finalmente ha smesso di cliccare url in serp in quanto probabilmente ha trovato cosa cercava (grazie all’url 9).

    Da questo esempio capiamo che “potrebbe” contare soprattutto quale url e’ cliccata per ultima e non solo se una url e’ cliccata o meno.

    Proseguiamo.

    4) L’utente D fa una query mai eseguita in passato.
    Clicca in ordine la 2 - 5 - 6 - 7 - 10 - 1

    Se l’utente D clicca 6 url su 10 vuol dire che probabilmente gli interessa sapere tutto su quell’argomento, e pertanto una url vale grossomodo l’altra.

    Da questo esempio capiamo che piu’ url clicca un utente meno il peso e l’ordine dei suoi click contano-valgono.

    ————–

    Ancora.

    5) L’utente E fa una query mai eseguita in passato.
    Clicca in ordine la 10 - 4 - 9

    Sul sito dell’url 10 si sofferma 10 minuti.
    Sul sito dell’url 4 si sofferma 20 secondi.
    Sul sito dell’url 9 non si sa…. in quanto non clicca altre url in serp dopo la 4.

    Ecco che l’url 10 acquista valore, in quanto ha attratto l’utente E per ben 10 minuti.

    Da questo esempio capiamo che non basta capire se un utente clicca su url nuove o meno, se uno aveva gia’ visto precedentemente alcune delle vecchie url in serp, l’ordine in cui clicca le url, il numero delle url che clicca, ma anche quanto tempo spende su ogni url.

    ————

    In base a questi parametri, ed in base ad altre piccole accortezze (e ce ne sono), l’anno scorso ho provato per 3 mesi di fila a “falsare” i valori dei click ricevuti da Live.
    Live li ha ignorati bellamente.
    Questo mi fa dedurre che (almeno fino all’anno scorso) Live se ne fregava alla grande di come gli utenti cliccassero sulle sue serp.

    ——————-

    Credo che tutti i motori siano da sempre tentati da questo potenziale nuovo ulteriore algoritmo di ordinamento (chi, come, quando, dove si clicca).
    Tuttavia sono altrettanto ben consci che per ogni faccia della moneta che mostra Testa c’e’ il rovescio che mostra Croce.

    Questi interventi assumono una doppia funzione.

    Non solo condividere sempre esperienze ed idee, ma anche ricordare continuamente ai motori che non tutti gli addetti ai lavori sono sui loro libri paga.

    Questo non perche’ i motori siano i cattivi di turno e tutti gli altri i salvatori della patria… chi la pensa cosi’ (in ogni campo) e’ solo un povero mentecatto esaltato.

    Ma e’ importante che ci sia sempre una sorta di bilanciamento, cosi’ che ogni attore sia sempre cauto in ogni sua mossa.


  13. Commento di fradefra

    Ago, tutto il ragionamento non fa una grinza e sono fondamentalmente d’accordo. Però ci sono delle sacche che sicuramente possono essere prese in considerazione. Poi magari valgono poco, però sono significative come fenomeno.

    Concordo al 100% su “Questi interventi assumono una doppia funzione.” ed il resto. Far vedere che qualcuno va oltre la superficie è importante.


  14. Commento di Fabio Dell'Orto

    In effetti Ago con questi esempi hai messo in “discussione” un fattore che nutre una crescente considerazione da parte dei SEO.


  15. Commento di Post infinito, cioè post aggiornato in-continuo

    […] E qui vorrei tirare in ballo una persona che stimo molto e che ha detto una cosa in cui credo da parecchio tempo e che ad alcuni allievi ho giò raccontato un anno fa. Ve la cito detta da AgoAgo, saremo due visionari e non solo uno. Il post è questo: La “Nutella” dei motori di ricerca. AgoAgo sostiene (ed io con lui) che Google premierebbe i siti che a parità di contenuto concettuale abbiano meno pagine. In sostanza, l’alta concentrazione di contenuto “buono” rispetto al contenuto fuffa (spiegata maccheronicamente). […]

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