Campagne Pay Per Click “Alla Garibaldina”

Archiviato in Web marketing il 30-Ott-2008 da Fabio Dell'Orto | Tag: | 7 commenti

Quando ho la necessità di prendermi una pausa mi metto a cazzegiare per qualche minuto su internet.

Qualche minuto fa incuriosito da un comunicato stampa dal titolo capodanno a Copacabana pubblicato su writechannel ( www.writechannel.com ), ho impostato questa query su Google.

Nella lista dei risultati sponsorizzati sono comparsi degli annunci di offerte per il prossimo capodanno, prova anche tu e noterai che ci sono tutte le località possibili ed immaginabili fuorchè Copacabana.

Non è attraverso questo post che voglio insegnarti cosa sono e come si impostano le corrispondenze inverse in adwords, ne tanto meno suggerirti come fare una lista con le parole a corrispondenza inversa da utilizzare in una tua campagna Pay Per Click; voglio piuttosto “parlarti” di due categorie di persone.

Alla prima appartengono tutti coloro che ritengono l’attività di gestione di una campagna Pay Per Click banale e facilmente realizzabile da chiunque, alla seconda alcune web agency che sfruttano l’incompetenza dei loro clienti per vendere un servizio che non sanno fare.

Nella lista dei risultati sponsorizzati di cui ti sto’ “parlando” probabilmente ci sono banner realizzati da esponenti di entrambe le categorie.

Mi chiedo, quando gli albergatori si preoccuperanno di fare gli albergatori e affideranno le loro attività di search engine marketing a chi lo sa fare ? Il mio monito vale per tutti comunque !

L’attività di PPC banalmente permette il collocamento nelle pagine dei motori di ricerca ( ma non solo ) di brevi banner testuali ( ma non solo ), teoricamente una campagna Pay Per Click potrebbe essere fatta da chiunque abbia una minima dimestichezza con una tastiera; la realtà però è un’ altra !

Il Pay Per Click offre tutta una serie di vantaggi temporali ed economici di cui un dilettante non può essere a conoscenza; mettere un messaggio sui motori di ricerca non è affatto banale, la corrispondenza tra le parole chiave ricercate e l’offerta commerciale come nell’esempio che ho fatto è importante.

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Article Marketing su www.divietodispam.com

Archiviato in Article Marketing il 24-Ott-2008 da Fabio Dell'Orto | Tag: | 10 commenti

Come molti di voi sanno, sono il moderatore del sito di comunicati stampa Writechannel ( www.writechannel.com );  è un’attività che svolgo con soddisfazione da circa due anni, anche se in verità dichiararlo pubblicamente, come sto facendo in questo momento, mi provoca un po’ di vergogna.

Questa emozione negativa non è dovuta al fatto che il sito non è particolarmente gradevole e curato graficamente ( da questo punto di vista  in TriplaW hanno in programma un restyling che verrà realizzato presto ), la ragione è un’altra. 

E’ davvero difficile per me trovare il coraggio per definire comunicati stampa, la stragrande maggioranza dei copy pubblicati su Writechannel e di questo mi sento responsabile anche solo per il fatto di averli pubblicati.

In passato ho già scritto dei posts per manifestare la mia opinione in merito a comunicati stampa e article marketing, ovviamente non nascondo che il mio giudizio sia stato “condizionato” dagli insegnamenti che ho ricevuto dai docenti dei corsi di copywriting che ho frequentato; tuttavia non credo sia una bestemmia scrivere che un  comunicato stampa non è altro che un annuncio attraverso il quale è possibile annunciare ( scusate il gioco di parole ) un evento o un’importante novità e che sarebbe consigliabile farlo cercando di evitare un linguaggio forzatamente commerciale  e lezioso oppure peggio ancora per aggiungere solamente flotte di link per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca, senza curarsi delle classiche regole della “five W”.

Credo che buona parte degli autori dei comunicati stampa che si trovano sul Web nazional popolare, li confondono  con una sorta di article marketing  ( quello vero è ben diverso ) non riuscendo a capire che i due sistemi di comunicazione pur avendo dei punti in comune sono diversi sia nella forma che negli obiettivi.

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I sondaggi di Facebook

Archiviato in Web marketing il 20-Ott-2008 da Fabio Dell'Orto | Tag: | 2 commenti

Mentre negli Stati Uniti e nel resto del mondo cresce la febbre per le ormai prossime elezioni presidenziali, gli utenti di Facebook  hanno già scelto da tempo il loro candidato preferito; attraverso i sondaggi lanciati su Facebook, Barack Obama a colpi di click  ne uscirebbe infatti  come il vincitore.

Ieri pomeriggio dopo essermi rilassato facendo il mio sport preferito, guardare sky calcio show “stravaccato” sul divano, questa notizia mi ha spinto a riflettere su questa funzione di facebook, giungendo alla conclusione che i sondaggi potrebbero diventare un ottimo sistema d’analisi per verificare le opinioni dei consumatori da parte delle aziende e in particolare per le medie imprese che fino a poco tempo fa non avrebbero mai immaginato di poterlo farlo sfruttando un bacino d’utenza così significativo.

Fare sondaggi on line non è certo una novità assoluta, la caratteristica più importante offerta da Facebook è data a mio avviso dal numero degli utenti da cui si possono ricevere le risposte alle nostre domande, se il pool è inserito in gruppo verticale ancora di più, alla fine del post vi spiego perchè.

Prima qualche numero, raccolto pochi minuti fa su I-Dome;
 
In Italia è sempre più amato con una crescita del 961% in un anno. Sono più di un milione, per l’esattezza 1.369.000, a poter essere definiti suoi visitatori unici. E si parla solo del mese d’agosto.
Per i numeri assoluti  My Space (2.180.000 visitatori unici ad agosto ) risulta ancora leader, ma la sua crescita si è assestata su un positivo ma più contenuto 62%.
A Facebook  anche il primato per crescita di iscritti 135% in più di utenti.  

Sarò franco non ho la ricetta giusta per realizzare un sondaggio di marketing professionale, probabilmente perchè non ho mai lavorato  a stretto contatto con degli chef specializzati in questi piatti, però ragionevolmente mi viene da pensare  che  creare un questionario per realizzare dei test di marketing e reperire informazioni di mercato è molto difficile poiché ci si scontra con la soggettività e la suscettibilità degli intervistati.

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Qualche chiacchiera su Facebook

Archiviato in Pensieri di un Seo il 15-Ott-2008 da Fabio Dell'Orto | Tag: | 8 commenti

Nel nostro paese c’è crescente curiosità ed interesse per Facebook il social network  ideato nel 2004 da  Mark Zuckerberg ; diventato il più giovane miliardario del mondo grazie a questa sua creatura che doveva essere uno strumento per far mantenere i contatti tra studenti di università e licei di tutto il mondo e diventato invece in breve tempo un autentico fenomeno multimediale. 

A dimostrazione della sua popolarità leggevo ieri a pranzo su un quotidiano che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ben 330 Fake.
Un fenomeno che negli Stati Uniti è numericamente ancora più alto, le percentuali di identità false oscillerebbero infatti fra il 20 e il 40%.

Non ho ancora stretto “rapporti confidenziali” con Facebook, sono tendenzialmente “vergognoso”,  la traduzione della sua definizione è “il libro delle facce” e nel mio profilo fino a questo momento non ho ancora caricato una mia foto !
Nella simpatica touchgraph photos creata da Francesco Iamurri con alcuni esponenti della “SEO/SEM_sfera italiana” sono l’unico senza faccia nel libro delle facce !

In questi giorni però aldila del mio ancora  malconcio e trasandato profilo su Facebook  ho cominciato a chiedermi seriamente: se Facebook cresce ogni giorno sempre di più e diventa sempre più un luogo dove è possibile replicare molti degli aspetti della vita di tutti i giorni, Facebook può essere anche uno strumento di marketing ?

La maggior parte dei consulenti di web marketing ( ci sono pure io ) non ha un quadro ragionevole delle opportunità di marketing che questo mezzo può offrire, anche se a mio parere Facebook ha un grosso potenziale inespresso per le imprese e gli imprenditori alla ricerca di traffico mirato.

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Blacklist - Cosa Fare ? Come Comportarsi ?

Archiviato in Pensieri di un Seo il 09-Ott-2008 da Fabio Dell'Orto | Tag: | 3 commenti

Le blacklist ! Tutti noi sappiamo ( più o meno; forse meno che più ) cosa sono, le temiamo, ma non abbiamo mai pensato che un giorno ci potrebbe finire il nostro sito.
Un po come le disgrazie; quando le ascoltiamo alla TV oppure leggiamo i giornali ci incuriosiscono, però mai e poi mai proviamo a pensare che un giorno potrebbe succederci la stessa cosa.

Blacklist

Non sono un esperto in materia, dunque lungi da me l’intenzione di fare il “sapientone”,  scrivo questo breve post per dare un piccolo contributo a coloro che si sono ritrovati il loro server oppure il dominio E/o indirizzo IP in una blacklist.
 
Cominciamo dando ad esse una definizione; le blacklist sono anche dette blocklist, blackhole list, bulkfolder.
Nelle blacklist ci sono informazioni, come ho scritto poco sopra, su host, domini e/o indirizzi Ip con problemi di spam oppure altre volte affetti da cattive configurazioni. 

Come accorgersi se siamo finiti in una blacklist ?

E’ relativamente semplice, è sufficiente controllare con ragionevole attenzione le email che ci segnalano dei “problemi”; si proprio quelle che generalmente per “non saper ne leggere ne scrivere” mettiamo nella posta eliminata senza pensarci troppo.
Alle principali Blacklist internazionali fanno riferimento i principali ISP italiani (Libero, Tiscali, Hotmail, Virgilio, Alice, Katamail… ) essi filtrano gli IP del traffico in entrata per garantire la sicurezza dei loro utenti; se il nostro dominio oppure l’indirizzo IP del nostro server sono stati segnalati in una di esse, chi ha scritto una mail riceverà nel suo client di posta una mail per notificargli che il suo messaggio di posta elettronica non è stato recapitato al destinatario perchè il dominio oppure l’ IP del mittente sono finiti in una blacklist; queste email sono in Inglese e vengono spesso ignorate dagli utenti meno esperti .
E’ sufficiente sensibilizzare gli utenti pregandoli di leggere tutte le mail che segnalano degli errori o tuttalpiù di inoltrarle a un responsabile.

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